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Paragrafo  7  .  1983-1987: dietro la maggiore stabilit  preoccupanti
segnali di degrado.

Nel  corso  degli  anni  che vanno dal 1983 al  1987  l'Italia  sembr
avviarsi  verso  il  superamento della instabilit politica.  Infatti,
escludendo  quello guidato da Amintore Fanfani, che  rest  in  carica
solo  pochi  mesi (aprile-luglio 1987) per consentire  lo  svolgimento
delle elezioni, si contarono solo due governi, entrambi presieduti dal
socialista  Bettino  Craxi, uno dei quali ebbe una  durata  record  di
quasi  tre  anni  (agosto  1983-giugno 1986).  L'asse  DC-PSI  risult
rafforzata,  nonostante la permanenza della competitivit  tra  i  due
partiti; la coalizione di "pentapartito" apparve pi compatta, sebbene
non   mancassero  contrasti  anche  profondi  soprattutto  su   alcune
questioni  di politica estera. La maggioranza inoltre fu avvantaggiata
dall'indebolimento  del  PCI e del movimento  sindacale.   Il  partito
comunista,  che  dopo  la morte improvvisa di  Enrico  Berlinguer  (11
giugno  1984)  oscill tra l'invito al PSI ad abbandonare  la  DC  per
formare  un  governo  di  sinistra e la ricerca  di  contatti  con  la
democrazia  cristiana,  entr  in una crisi  di  difficile  soluzione,
testimoniata da un progressivo calo dei consensi.

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All'interno  del movimento sindacale i contrasti interni,  gi  emersi
nel corso della complessa trattativa sul costo del lavoro, aumentarono
fino  a  determinare  la  rottura dell'unit  tra  le  confederazioni.
Contemporaneamente  si accentu anche il deterioramento  dei  rapporti
con  la  base,  che  porter ad un allontanamento dei  lavoratori  dai
sindacati  confederali ed alla formazione di comitati  di  base  e  di
altri organismi autonomi di rappresentanza.
Dietro  la maggiore stabilit cominciavano per ad emergere allarmanti
segnali   di   degrado  del  sistema  politico,  come  la   ricorrente
distorsione  dei ruoli istituzionali. Il governo cerc di  ampliare  i
propri poteri rispetto agli altri organi costituzionali, attraverso la
frequente  emanazione di decreti legge e con ricorrenti polemiche  nei
confronti  della  magistratura. I partiti  esercitarono  un  crescente
controllo  sull'apparato statale, sulle banche, sugli enti  economici,
sul sistema sanitario e previdenziale, sull'istruzione universitaria e
sull'informazione; la loro invadenza raggiunse un'ampiezza tale da far
parlare di "partitocrazia".
Un'ulteriore  testimonianza del degrado del sistema politico  provenne
dallo scoppio di altri scandali politico-finanziari. Nell'ottobre  del
1984  vennero  scoperti i cosiddetti "fondi neri" dell'IRI,  cio  una
somma  di  alcune  centinaia  di miliardi  di  lire  accumulati  fuori
bilancio e utilizzati per finanziare partiti e giornali. Tra il 1986 e
il  1987  funzionari  ed amministratori del comune  di  Milano  furono
accusati  di  concussione e di interesse privato in  atti  e  funzioni
pubbliche. Le varie vicende non ebbero sul momento sviluppi clamorosi,
ma  nel 1992, quando l'azione della magistratura potr procedere senza
rallentamenti  ed  ostacoli,  risulter  evidente  l'esistenza  di  un
sistematico  intreccio tra affari e politica, a diffusione  nazionale,
costruito  a  partire dalla fine degli anni Settanta e finalizzato  al
soddisfacimento degli interessi economici di numerosi  imprenditori  e
al  finanziamento  illegale  di  partiti  e  di  singoli  politici   e
funzionari,  con  una  sottrazione di denaro  pubblico  calcolato  dai
15.000 ai 17.000 miliardi all'anno per quindici anni.
